Profilo carico–velocità (sled)
Dai tuoi sprint con e senza traino, il tool costruisce la retta carico–velocità dell'atleta e ne ricava le zone di allenamento individuali. I carichi sono personali: vanno profilati per ogni atleta, non applicati uguali per tutti.
| Zona | Vdec | Velocità | Carico %BM | Carico kg |
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| In attesa dei dati… | ||||
- Inserisci la massa corporea dell'atleta (per avere i carichi anche in kg).
- Fai uno sprint libero e gli sprint con traino. Servono almeno tre prove: una libera (0%), una con carico 20–30% BM e una 50–70% BM; più prove = profilo più solido.
- Per ogni sprint inserisci i tempi cumulativi ai passaggi (5, 10, 15, 20 m…). Il tool calcola la velocità media di ogni tratto da 5 m e prende la più alta come velocità di quello sprint.
- Il tool costruisce la retta carico–velocità e ne ricava Vmax, il carico ottimale e i carichi delle quattro zone.
Metodo & fonte
Con il traino la velocità cala in modo lineare al crescere del carico (r > 0,95). Dalla retta si ricava il carico che produce un dato calo di velocità (Vdec): zone di tecnica (~10%), speed-strength (~25%), potenza (~50%, carico ottimale) e strength-speed (~75%). Il calo del 50% corrisponde alla massima potenza orizzontale.
Il punto chiave: il carico che produce un dato Vdec è molto variabile tra atleti e non è prevedibile dal peso o dalla Vmax — per questo va profilato individualmente, invece di assegnare la stessa %BM a tutti.
Metodo basato su Cahill, Oliver, Cronin, Clark, Cross & Lloyd (2019), Sports 7(5):119 — validato su giovani atleti maschi di sport di squadra (≈16–17 anni); i valori assoluti dei carichi vanno letti con questo contesto in mente.